FAQ

  • 1. Che cos’è il Sistema di Deposito Cauzionale e come funziona?
    I Sistemi di Deposito Cauzionale (deposit return system – DRS) sono utilizzati in tutto il mondo per incentivare i cittadini alla raccolta ed al riciclo degli imballaggi per bevande monouso, quali bottiglie in plastica, vetro e lattine.  Nei sistemi di deposito il consumatore è incentivato a partecipare al processo di raccolta selettiva dei contenitori per bevande attraverso il pagamento di una cauzione che viene aggiunta al prezzo di vendita della bevanda. La cauzione, che in Europa si aggira solitamente tra i 0,10 – 0,25€, viene restituita nella sua totalità al consumatore nel momento in cui riporta l’imballaggio in un punto di raccolta, in genere presso un rivenditore.  In sostanza, il consumatore compra il contenuto e prende in prestito l’imballaggio. In Italia si riscontra la tendenza a confondere il Sistema Cauzionale DRS finalizzato al riciclo dei contenitori monouso, con il sistema di vuoto a rendere finalizzato al riuso di contenitori che in genere sono bottiglie. Anche se possono entrambi coesistere in un Sistema Cauzionale, senza che per il cittadino nulla cambi rispetto ai punti di raccolta e l'aggiunta del deposito al prezzo della bevande, la differenza è sostanziale. La spiegazione la trovi alla Faq nr. 10 appositamente dedicata al quesito.
  • 2. Quali imballaggi e bevande sono incluse nel sistema?
    Al fine di aumentare la raccolta selettiva degli imballaggi, ridurne la dispersione nell'ambiente (c.d. littering) e favorire un processo di riciclo di alta qualità, è consigliabile introdurre un Sistema di Deposito che sia il più inclusivo possibile e che prenda in esame la tipologia di imballaggio (plastica, metalli e vetro) da assoggettare al sistema, anziché il contenuto (ovvero la tipologia di bevande).Le tipologie di bevande solitamente parte del sistema sono: acque minerali, bibite analcoliche, succhi, birre, sidri, energy drinks e bevande alcoliche. I sistemi DRS attivi in Finlandia e Lituania sono considerati degli esempi lodevoli ed efficaci in quanto tutte le tipologie di bevande, che siano confezionate in PET, lattine o vetro, sono tutte coperte dal deposito. Al fine di favorire al meglio la comprensione del sistema da parte dei consumatori, rispetto a quali imballaggi sono inclusi o meno , è consigliabile limitare sensibilmente le eccezioni allo schema. In molti paesi, ad esempio, il latte e le bevande affini sono escluse dal DRS.
  • 3. A quanto dovrebbe ammontare il valore del deposito?
    Il valore del deposito rappresenta un elemento fondamentale per il successo del sistema DRS. Un importo ben calibrato incentiva la partecipazione dei consumatori e garantisce tassi di raccolta elevati. In Germania il valore del deposito di 0,25€ permette infatti di raggiungere un’intercettazione vicina al 98% dei contenitori per bevande immessi sul mercato. Al contrario, un valore del deposito troppo basso fa venire meno l’interesse da parte del consumatore nel riportare l'imballaggio vuoto per riscattare il deposito. Nel Connecticut, infatti, un deposito di 0,05$, si traduce in un tasso di raccolta dei contenitori del 50% contro il 91% della media europea dei paesi che hanno un sistema paesi in vigore. È consigliabile un valore del deposito fisso per tutte le tipologie di imballaggi coperte dal sistema. Inoltre, il deposito non deve essere soggetto all’IVA È fondamentale sottolineare che il deposito non è una tassa in quanto questo viene riconosciuto nella sua totalità al consumatore al momento del conferimento dell’imballaggio vuoto.
  • 4. In quali paesi europei è attivo il sistema DRS?
    I sistemi DRS sono attivi in più di 40 paesi al mondo in diversi stati europei, USA, Canada, Australia, Oceania ed in Medio Oriente. Nel 2020 all’incirca 291 milioni di cittadini avevano accesso ad un sistema DRS ed è previsto che entro la fine del 2023 altri 207 milioni dovrebbero aggiungersi (fonte: Global Deposit Book 2020, Reloop platform).  In Europa vi sono attualmente 13 sistemi di deposito attivi (Aprile 2022). I paesi, con i rispettivi anni di introduzione, sono: Svezia (1984), Islanda (1989), Finlandia (1996) Norvegia (1999), Danimarca (2002), Germania (2003), Paesi Bassi (2005), Estonia (2005) Croazia (2006), Lituania (2016), Slovacchia e Lettonia (2022), Malta (Aprile 2022).   Altri 13 paesi europei hanno deciso di introdurre un sistema DRS entro il 2025 (Portogallo, Irlanda, Romania e Turchia nel 2022, Grecia, Scozia ed Ungheria nel 2023, Inghilterra nel 2024, Austria nel 2025, Cipro, Lussemburgo e Bielorussia con data da destinarsi).
  • 5. Che cosa prevede la direttiva SUP?
    Le bottiglie di plastica per bevande rientrano nella classifica dei dieci oggetti maggiormente dispersi nell’ambiente e più presenti sulle spiagge e nelle aree marine europee. Al fine di ridurre l’inquinamento da plastiche, nel 2019 l’Unione europea ha adottato la direttiva sulle plastiche monouso (direttiva 904/2019) c.d. SUP, che impone, tra le altre misure, un obiettivo di raccolta selettiva delle bottiglie in plastica del 90% entro il 2029, con un target intermedio del 77% entro il 2025 ed una percentuale di materiale riciclato nella fabbricazione di nuove bottiglie del 30% entro il 2030, con un target intermedio del 25% entro il 2025.  Tali obiettivi ambiziosi di raccolta e di contenuto riciclato sono raggiungibili esclusivamente attraverso l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale ed è per questo motivo che la quasi totalità dei paesi membri dell’Unione europea ne sta considerando l’introduzione. 
  • 6. Quali sono i principali vantaggi del sistema DRS e che cosa potrebbe rappresentare per l’Italia?
    I sistemi DRS apportano svariati vantaggi di natura ambientale, economica e sociale: 
    • Raggiungono tassi di raccolta selettiva degli imballaggi per bevande superiori al 90%, contro una media del 47% nei paesi che non adottano tali sistemi. Tali tassi di raccolta possono essere raggiunti in brevissimo tempo come dimostra il caso della Lituania che ha incrementato il suo tasso di raccolta dal 32% nel 2016 al 92% nel 2018. 
    • Permettono il raggiungimento degli obiettivi di raccolta e di contenuto riciclato minimi per gli imballaggi per bevande in plastica previsti dalla direttiva SUP.  (Vedasi Faq nr. 5) Favoriscono inoltre il raggiungimento di ulteriori obiettivi legati al riciclo degli imballaggi (plastica, alluminio e vetro) ed alla riduzione del conferimento degli imballaggi in discarica. 
    • Stimolano il consumatore a partecipare al processo di raccolta attraverso un incentivo monetario, trasformando il rifiuto in risorsa e rappresentano una chiara applicazione del principio “chi inquina paga”. 
    • Riducono sensibilmente l’inquinamento e la dispersione degli imballaggi per bevande nell’ambiente ed in mare. 
    • Riducono i costi per le autorità locali, responsabili di dover rimuovere gli imballaggi dispersi nell’ambiente creando vantaggi per le comunità, l’industria del turismo e dello sport, nonché riducendo i rischi per la sicurezza ed il benessere degli animali. 
    • Favoriscono il design sostenibile degli imballaggi per bevande, incentivando l’utilizzo di materiali più facilmente riciclabili e riusabili. 
    • Supportano la creazione di sistemi di vuoto a rendere volti al riutilizzo degli imballaggi, offrendo un’infrastruttura di raccolta e altre condizioni propedeutiche ad una maggiore immissione al consumo di contenitori ricaricabili e riutilizzabili . 
    • Forniscono l’approvvigionamento di materie prime seconde di alta qualità per l’industria del riciclo, anche grazie ad una stabilizzazione dei flussi disponibili per gli operatori del riciclo e dei prezzi. 
    • Riducono il consumo di materie prime con conseguente riduzione delle emissioni climalteranti. 
    Con i suoi quasi ottomila chilometri di coste l’Italia è uno dei maggiori responsabili di sversamento di rifiuti plastici nel Mediterraneo. Un sistema di deposito cauzionale sugli imballaggi per bevande permetterebbe al paese di ridurre sensibilmente l’inquinamento ambientale, di raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei in materia di raccolta e riciclo prima citati, e di favorire il perseguimento di obiettivi di riuso per una reale transizione verso un’economia più circolare.
  • 7. Come garantire un sistema di raccolta conveniente per i consumatori?
    Il sistema di raccolta deve essere il più semplice e conveniente possibile per il consumatore, e idealmente deve rendere il conferimento dell’imballaggio vuoto facile quanto l’acquisto della bevanda stessa. A tal fine, il modello di raccolta che nei decenni ha dimostrato di raggiungere i risultati migliori con il plauso dei consumatori è il cosiddetto “return to retail”, ovvero un sistema dove gli imballaggi vengono restituiti agli stessi rivenditori. Tale sistema rende la raccolta degli imballaggi vuoti da parte dei consumatori semplice, intuitiva, accessibile ed equa.  Nei modelli con ritorno al rivenditore tutti i dettaglianti che vendono imballaggi per bevande sono obbligati a raccogliere tali imballaggi ed a rimborsare per intero la cauzione al consumatore. 
  • 8. É vero che l’introduzione di un sistema DRS si traduce in maggiori costi per le autorità pubbliche?
    No, l’introduzione di un sistema DRS non prevede lo stanziamento di fondi pubblici. Il sistema è operato dai produttori di bevande nell’ambito della loro responsabilità estesa del produttore e non prevede interventi di natura economica da parte dello stato e degli Enti Locali. I sistemi DRS offrono benefici immediati alle autorità pubbliche e risparmi per quanto riguarda le operazioni di pulizia stradale (riduzione immediata del littering), e dell’ottimizzazione delle operazioni di svuotamento dei bidoni e cestini comunali. 
  • 9. Chi finanzia il sistema DRS e chi sono gli attori coinvolti nella sua gestione?
    I Sistemi di Deposito sono finanziati per intero dall’industria delle bevande in assolvimento della loro responsabilità estesa del produttore (EPR) e non necessitano di alcun finanziamento pubblico. Questi programmi vengono finanziati attraverso tre fonti:
    • il contributo EPR pagato dai produttori di bevande;
    • i proventi dalla vendita dei materiali raccolti sul mercato;
    • i depositi non riscattati dai consumatori. 
    Nei sistemi centralizzati, l’operatore del sistema è responsabile della gestione del programma di deposito ed è formato da rappresentanti dell'industria delle bevande e della distribuzione organizzata. 
  • 10. Quali sono le differenze tra il sistema DRS ed il vuoto a rendere?
    Il Sistema di Deposito interessa gli imballaggi per bevande monouso (in PET, vetro e metalli) mentre il sistema di vuoto a rendere interessa principalmente i contenitori in vetro ricaricabili e riutilizzabili (fino a 50 volte) ed in alcuni casi anche le bottiglie in plastica durevole (solitamente in PET), specificamente progettate per sostenere più cicli di utilizzo (fino a 20 / 25 rotazioni). I due sistemi coesistono in diversi paesi europei (Estonia, Germania, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Svezia, etc.) ed utilizzano la stessa infrastruttura di raccolta automatizzata, ovvero i dispositivi di raccolta dedicati (Reverse Vending Machine – RVM) I sistemi DRS sono obbligatori per legge, mentre i sistemi di vuoto a rendere sono implementati su base volontaria dall’industria delle bevande.
  • 11. Le raccolte incentivanti, promosse anche dal governo con uno specifico decreto (c.d. "eco-compatttatori" per bottiglie in PET) rispondono agli obiettivi della campagna?
    No, almeno secondo i requisiti essenziali di un Sistema di Deposito Cauzionale (DRS) che abbiamo posto alla base della nostra campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” , e delle richieste ad essa connesse.  Tra i requisiti di un sistema DRS performante, ed allineato con i criteri operativi già adottati negli altri Paesi UE, che si sono dimostrati vincenti sotto il profilo operativo e di conseguimento dei risultati, ci sono:
    1. La portata nazionale del Sistema di Deposito Cauzionale e la sua obbligatorietà per i produttori di bevande; 
    2. La necessità di includere diverse tipologie di imballaggi per bevande (in plastica, metallo e vetro); 
    3. La necessità di definire obiettivi vincolanti di intercettazione e riciclo
    4. La necessità di definire un soggetto nazionale, di natura no-profit, che sia responsabile della gestione del sistema, che contabilizzi i proventi della vendita e i depositi non riscossi nel bilancio complessivo del sistema DRS, e che sia il soggetto responsabile per il conseguimento degli obiettivi di intercettazione, e per la applicazione delle eventuali penali
    Tali elementi non sono presenti nello schema operativo che fa capo alle attuali raccolte incentivanti, con particolare riferimento alla natura esclusivamente mono-materiale dello schema stesso, ma anche al fatto che il soggetto gestore non è tenuto a rispettare obiettivi di intercettazione ambiziosi come quelli della Direttiva SUP al 2029.  Vedasi Faq nr. 5
  • 12. Le raccolte incentivanti si configurano o possono essere considerate una valida alternativa ad un Sistema Cauzionale?

    No, in quanto manca l’elemento fondamentale del depositoIl sistema basato sugli eco-compattatori può essere più propriamente definito come un “sistema di raccolta incentivante”, in quanto, in assenza dell’elemento fondamentale del deposito, che viene restituito all’atto della riconsegna del contenitore, deve adottare altri sistemi di promozione della restituzione, quali buoni spesa, sconti ed altri possibili benefit. 

    Per quanto tali strumenti incentivanti possano sviluppare comportamenti conseguenti nelle fasce più sensibili della popolazione, costituiscono anche un elemento di precarietà del sistema, che – proprio per l’assenza di un soggetto responsabile a livello nazionale –  dipende fortemente dalla persistenza di fattori di ordine operativo ed economico che consentano di definire gli incentivi e di mantenere la contabilità del sistema in equilibrio. Tali fattori, in genere transitori e dunque intrinsecamente precari, possono essere:

    • Contributi pubblici (quale è l’attuale caso in Italia, un elemento evidentemente solo congiunturale); 
    • Sponsorizzazioni (pubblicità apposta sugli eco-compattatori); 
    • Previsioni di ritorno di immagine in ambito CSR (Corporate Social Responsibility, le azioni intraprese in ambito ambientale e sociale dai grandi marchi di produzione di beni di largo consumo, nella previsione che tali azioni comportino una migliore percezione del marchio);  

    Accordi con la GDO per la localizzazione degli eco-compattatori in base alla previsione di aumento di accessi ai punti vendita da parte dei consumatori che intendono restituire i contenitori (tale elemento è tuttavia incerto e non assicura una partecipazione duratura da parte della GDO, che invece in un sistema DRS propriamente detto beneficia della “handling fee” o “commissione di gestione” per ogni imballaggio raccolto, la quale è parte integrante della contabilità di un sistema DRS).