Perché un Sistema Cauzionale in Italia

Anche in Italia i tempi sono maturi per l’introduzione di un efficiente Sistema di Deposito Cauzionale per i contenitori monouso per bevande (plastica, alluminio, vetro). Vediamo più nel dettaglio di che cosa si tratta. 

Il Sistema di Deposito Cauzionale, o deposit return systems – DRS, è un sistema di raccolta selettiva per gli imballaggi per bevande monouso in base al quale il consumatore paga una piccola cauzione completamente rimborsabile in aggiunta al prezzo di vendita di un prodotto. Questa cauzione, o deposito, viene poi riconosciuta interamente al consumatore al momento della restituzione dell’imballaggio vuoto presso un punto di raccolta. In sostanza, in un sistema DRS il consumatore compra il contenuto e prende in prestito l’imballaggio. 

Il dibattito riguardo all’introduzione di un sistema DRS in Italia nasce dall’esigenza di raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei previsti dal pacchetto economia circolare, ed in particolare dalla direttiva sulla plastica monouso – SUP, con lo scopo di ridurre la dispersione delle plastiche nell’ambiente, e gli effetti dannosi correlati che colpiscono tutta la biodiversità. La direttiva SUP impone infatti agli Stati membri, una raccolta selettiva delle bottiglie per bevande in plastica, con un obiettivo di raccolta selettiva del 90% entro il 2029, come vedremo più avanti nel dettaglio.

Tale obiettivo può essere raggiunto unicamente con l’introduzione di un DRS su scala nazionale ed obbligatorio. 

Secondo un recente studio di Reloop Platform, in Italia  oltre 7 miliardi di contenitori per bevande sfuggono al riciclo ogni anno, uno spreco che potrebbe essere ridotto del 75-80% attraverso l’introduzione di un Sistema di Deposito efficiente. Inoltre, l’attuale sistema di raccolta differenziata del PET permette un’intercettazione solo del 58%, un tasso ben lontano dall’obiettivo del 90% imposto dalla direttiva SUP al 2029. 

Come funziona la raccolta in un Sistema di Deposito Cauzionale

In sintesi, ecco come funziona la raccolta degli imballaggi in un sistema DRS dove vige l’obbligo di ritiro degli imballaggi vuoti per i commercianti (cosiddetto modello return-to-retail):

1. Il consumatore compra la bevanda e paga, oltre al prezzo di vendita del prodotto, una piccola cauzione interamente rimborsabile. L’importo del deposito deve essere sempre mostrato separatamente dal prezzo della bevanda, sullo scaffale, sull’imballaggio stesso e sullo scontrino. In tal modo, il consumatore è sempre informato sul suo diritto di riscuotere la cauzione. 

2. Dopo aver consumato la bevanda, il consumatore riporta l’imballaggio vuoto presso un punto vendita qualsiasi. In un sistema con raccolta presso la distribuzione tutti i commercianti sono obbligati a raccogliere gli imballaggi vuoti attraverso dei sistemi automatizzati – RVM, o manualmente alla cassa. Una volta riportato l’imballaggio vuoto, il consumatore ottiene indietro la cauzione pagata: non si tratta dunque di una tassa. Inoltre, per i consumatori non ci sono viaggi aggiuntivi per raggiungere isole ecologiche o centri di raccolta dedicati e quindi riportare gli imballaggi vuoti quando si fa la spesa diventa un’abitudine. 

3. A questo punto l’amministratore del sistema organizza e finanzia il recupero degli imballaggi vuoti dai diversi punti di raccolta per il conteggio, la selezione, il compattamento e la vendita dei materiali raccolti ai riciclatori. I commercianti ricevono una commissione di gestione per ogni singolo imballaggio da loro raccolto e gestito, la cosiddetta handling fee. Questa commissione copre i costi diretti relativi alla raccolta (acquisto dei sistemi automatizzati di raccolta, personale dedicato per la manutenzione e pulizia, spazio commerciale destinato al ritiro, costi delle utenze, ovvero elettricità, internet e riscaldamento). 

4. Il materiale raccolto viene in seguito avviato a riciclo ed utilizzato per la produzione di nuovi imballaggi per bevande (il cosiddetto processo di riciclo bottle-to-bottle nel caso delle bottiglie in PET).  

Si conclude così il circolo virtuoso a “costo zero” – per il consumatore che riceve indietro la cauzione nella sua totalità – e per la distribuzione organizzata (e/o i singoli rivenditori) che vengono indennizzati per il servizio di raccolta prestato. 

Come è organizzato un Sistema di Deposito Cauzionale 

I sistemi di deposito si distinguono tra sistemi centralizzati e sistemi decentralizzati in base alla struttura ed al tipo di collaborazione che intercorre tra l’industria delle bevande e la distribuzione organizzata.  

Sistema centralizzato 

I sistemi centralizzati sono presenti in 12 paesi europei. In questi modelli, il flusso di materiale, denaro e dati è controllato da un’organizzazione centralizzata senza scopo di lucro (no profit) di comproprietà dei produttori di bevande e della distribuzione organizzata. L’industria delle bevande finanzia e gestisce il sistema nell’ambito della responsabilità estesa del produttore (principio EPR) al fine di raggiungere gli obiettivi di raccolta selettiva imposti per legge al minor costo possibile.  

L’amministratore del sistema si occupa del processo di clearing , ovvero delle operazioni di rendicontazione del deposito, e amministra tutti i dati della raccolta selettiva. Inoltre, l’amministratore rimane proprietario del materiale raccolto che vende sul mercato delle materie prime seconde. Questo soggetto no profit si occupa altresì di stabilire i requisiti minimi di sicurezza del sistema, con l’obiettivo di proteggerne l’integrità. In questi sistemi, la distribuzione organizzata e i rivenditori che partecipano al DRS sono responsabile della raccolta degli imballaggi vuoti e vengono indennizzati per tale servizio prestato, come vediamo nel capitolo sul finanziamento del sistema. Questo sistema viene considerato il più trasparente ed equo per tutti gli attori coinvolti. Vai alla sezione Video del sito dove troverai alcuni video della Reloop Platform sul funzionamento di un sistema centralizzato.

Scopri di più Consulta il fact sheet di Reloop Platform sulla commissione di gestione 

Sistema decentralizzato 

Il sistema di deposito attivo in Germania e in alcuni stati USA è gestito in modo decentralizzato: la grande distribuzione è in questo caso proprietaria del materiale raccolto presso i propri punti vendita e può pertanto rivenderlo sul mercato, oppure usarlo per la produzione di imballaggi a marchio proprio, come nel caso di Lidl in Germania. Questo sistema risulta più complicato e costoso come gestione, soprattutto per i piccoli rivenditori, che incontrano difficoltà nel vendere quantità ridotte di materiale alle aziende del riciclo. Inoltre questi soggetti vengono penalizzati quando si tratta di ridistribuire il “tesoretto” dei depositi non riscossi (riferiti ad imballaggi non restituiti al sistema per i quali il produttore ha pagato però un contributo EPR) che non sempre vengono ripartiti in modo equo tra i soggetti che, partecipando al sistema, ne avrebbero il diritto.

In sintesi, le esperienze di maggiore successo europee indicano in un modello con gestione centralizzata il Sistema di Deposito più moderno ed efficiente. 

Come viene finanziato un Sistema di Deposito Cauzionale

Un sistema DRS centralizzato viene finanziato attraverso tre voci: 1) il contributo EPR pagato dai produttori di bevande, 2) i proventi dalla vendita delle materie raccolte e 3) il deposito non riscosso dai consumatori che non hanno riconsegnato l’imballaggio vuoto. 

Vediamo più nel dettaglio come si compongono queste voci: 

1. Contributo EPR (Responsabilità Estesa del Produttore)

I produttori di bevande contribuiscono al funzionamento del sistema attraverso un contributo EPR (Extended Producer Responsability = Responsabilità Estesa del Produttore). Tale contributo viene pagato per ogni unità di imballaggio immessa sul mercato e copre i costi relativi al fine vita del contenitore, ovvero la raccolta e l’avviamento a riciclo. Il contributo EPR viene riscosso direttamente dall’amministratore centrale del sistema dai produttori o dal soggetto che immette imballaggi per bevande sul mercato.

2. Vendita di materiale riciclato 

A differenza del materiale proveniente dalla raccolta differenziata tradizionale, spesso soggetto a contaminazioni di varia natura, gli imballaggi per bevande conferiti attraverso il Sistema di Deposito presentano una pulizia e una qualità superiore, generando pertanto maggiori entrate quando venduti ai riciclatori. I materiali raccolti sono altresì di qualità food-grade, ovvero possono essere impiegati per la produzione di nuovi imballaggi per bevande al posto di materia vergine. 

3. Depositi non riscattati 

Anche se i tassi di raccolta dei Sistemi di Deposito sono generalmente superiori al 90%, vi è sempre una percentuale di imballaggi che non viene conferita nel modo corretto da parte dei consumatori e questo genera una delle entrate per il sistema. In tal modo, i consumatori che abbandonano incautamente i contenitori di bevande in natura, o non li conferiscono in modo appropriato, supportano direttamente i costi del sistema secondo il principio “chi inquina paga“. Cosa che non avviene nel caso della raccolta differenziata gestita dai comuni, dove il costo di comportamenti “antisociali” ricade su tutti i cittadini con le bollette dei rifiuti. In un DRS, inoltre, i proventi derivanti dai depositi non riscossi devono essere invece reinvestiti per il funzionamento e miglioramento stesso del sistema, solitamente in attività di sensibilizzazione verso i consumatori. 

Scopri di più → Maggiori informazioni sui vari aspetti dei DRS si possono trovare nella nostra selezione di studi, factsheets e rapporti pubblicati negli ultimi anni

Quali sono i benefici di un Sistema di Deposito Cauzionale

I benefici per l’ambiente 

Uno dei benefici principali del sistema DRS è l’immediata riduzione degli imballaggi dispersi nell’ambiente, il cosiddetto littering. Il DRS riduce sostanzialmente la presenza di rifiuti, lasciando città, campagne, e luoghi naturali come montagne e zone costiere libere da un inquinamento che risulta dannoso per la biodiversità, per la salute umana e per quella degli animali.

Questo obiettivo si raggiunge grazie al valore monetario della cauzione: chi abbandona imballaggi per bevande nell’ambiente, paga una sorta di penale perdendo il proprio deposito. Automaticamente ci sarà qualcun altro che, motivato dal riconoscimento monetario, raccoglierà il contenitore. L’alto livello di partecipazione dei cittadini rappresenta infatti il motore del riconosciuto successo dei sistemi DRS.

Scopri di più →Fact Sheet: Deposit Return Systems Reduce Litter

I benefici per i consumatori 

La presenza di una vasta rete di punti di raccolta presso la distribuzione organizzata, o presso negozi indipendenti, garantisce ai consumatori una maggiore convenienza e comodità, risparmiando loro viaggi aggiuntivi presso isole ecologiche o punti di raccolta dedicati. Questo vale anche nei luoghi più remoti (località di montagna o isole minori) dove è pur sempre presente un punto vendita di generi alimentari che può occuparsi della raccolta degli imballaggi vuoti.

Svariati studi internazionali hanno rilevato che i consumatori in tutto il mondo supportano questo sistema di raccolta selettiva, trovandolo un modello efficace ed appagante : un gesto concreto e diretto a favore dell’ambiente e dell’economia circolare. Inoltre, un sondaggio recentemente commissionato dalla nostra campagna ha rilevato che l´83% degli italiani si augura una prossima introduzione di un DRS anche nel nostro paese.

Scopri di più → Fact sheet: Sostegno pubblico ai sistemi di deposito e Tabella Riassuntiva Sondaggi

I benefici per le amministrazioni pubbliche

Ogni volta che lattine o bottiglie vengono incautamente abbandonate nell’ambiente, è solitamente compito dei comuni rimediare. Si tratta spesso di interventi complicati che la quantità di rifiuti rende estremamente costosi. Ridurre la dispersione dei rifiuti – come hanno dimostrato di poter fare i sistemi DRS – significa per i comuni e i contribuenti, risparmiare somme sostanziali.

I rifiuti non sono solamente costosi da gestire – sono anche molto impopolari – ed è comprensibile. Chi amerebbe portare i propri figli a giocare in parchi disseminati di bottiglie vuote? O trovare lattine abbandonate nel proprio giardino? Un Sistema di Deposito Cauzionale ben strutturato è in grado di aiutare ogni autorità locale, dai borghi più piccoli, alle grandi metropoli, a diventare luoghi più vivibili per i propri cittadini.

Ci sono anche altri benefici per le autorità locali: un Sistema di Deposito in genere permette di risparmiare sui costi di gestione dei rifiuti più in generale in quanto una riduzione del volume di rifiuti che i comuni devono raccogliere comporta minori costi anche attraverso un’ottimizzazione del sistema di raccolta e della sua logistica.

Scopri di più→ Fact sheet: Ingenti risparmi per le amministrazioni pubbliche

I benefici per l’industria delle bevande 

Anche l’industria italiana delle bevande deve allinearsi alle direttive comunitarie e raggiungere gli ambiziosi obiettivi di raccolta e di materiale riciclato nei propri imballaggi (90% di raccolta selettiva del PET entro il 2029 e 30% di materiale riciclato nei contenitori entro il 2030).

Il sistema DRS è la via obbligata qualora l’industria delle bevande voglia raggiungere tali obiettivi, migliorare il proprio profilo ambientale e avere accesso a quantità significative di materia prima seconda di alta qualità per la produzione di nuovi imballaggi ad alto contenuto di riciclato. Evitando, al tempo stesso la dispersione degli imballaggi da bevande nell’ambiente, e di incorrere in multe salate.

Organizzazioni come Natural Mineral Waters Europe (NMWE), UNESDA Soft Drinks Europe e Zero Waste Europe (ZWE) hanno recentemente sollecitato l’Unione europea a riconoscere il ruolo chiave dei sistemi di deposito cauzionale nel facilitare la transizione verso un’economia circolare, richiedendo di inserire nella revisione della direttiva UE sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, delle linee guida che contengano i “requisiti minimi” per lo sviluppo di Sistemi di Deposito efficaci.

I benefici per il sistema della distribuzione e del commercio

Per la restituzione dei contenitori di bevande, i commercianti ricevono una commissione di gestione per ogni singolo imballaggio raccolto e avviato a riciclo o riuso che compensa i costi del servizio prestato. Inoltre, come indagini hanno rilevato, i rivenditori beneficiano di visite più frequenti e maggiori incassi perché i clienti tendono ad utilizzare il valore del deposito per ulteriori acquisti presso il punto vendita in cui riportano i vuoti.  

Negli ultimi anni le catene della distribuzione organizzata sono diventate produttrici di marchi propri di bevande e, in questo nuovo ruolo, devono anch’esse raggiungere gli obiettivi di raccolta selettiva e di materia riciclata previsti dalla direttiva SUP. Un motivo in più per la distribuzione organizzata per supportare i sistemi DRS. 

Tutti i moderni Sistemi di Deposito prevedono altresì un’esenzione per i piccoli negozi che non hanno lo spazio per organizzare il ritiro dei vuoti. Solitamente si tratta di negozi con una superficie inferiore ai 200 metri quadri. Qualora però il singolo punto vendita di piccole dimensioni decidesse di partecipare su base volontaria, vuoi per i proventi generati della commissione di gestione che del maggiore passaggio di clientela prima descritto, avrà certamente la possibilità di farlo.

I Sistemi Cauzionali nel mondo e in Europa

I Sistemi di Deposito Cauzionale per imballaggi per bevande monouso sono in vigore in oltre 40 giurisdizioni in tutto il mondo: in Europa (12 paesi), negli Stati Uniti (10 stati), nella maggior parte delle provincie in Canada, in Australia, in Israele e parte dei Caraibi. Secondo le stime del rapporto “Global Deposit Book 2020: An Overview of Deposit Systems for One-way Beverage Containers” prodotto da Reloop Platform, sono ad oggi 291 milioni di persone ad avere accesso ai sistemi DRS. Questo numero potrebbe raddoppiare entro la fine del 2023 portando il numero di persone che hanno diretto accesso a un Sistema Cauzionale a 500 milioni.

In Europa sono attualmente attivi 13 sistemi di DRS, tra cui il sistema tedesco che conta circa 83 milioni di consumatori. I Paesi nei quali sono già attivi sistemi DRS sono: Svezia (dal 1984), Islanda (dal 1989), Finlandia (dal 1996) Norvegia (1999), Danimarca (2002), Germania (2003), Paesi Bassi (2005), Estonia (2005) Croazia (2006), Lituania (2016), Slovacchia (2022) e Lettonia (2022),Malta (entro fine 2022) .

In altri 10 paesi è stata già presa una decisione politica riguardo l’introduzione di un sistema DRS. In Portogallo, Romania, Irlanda e Turchia un DRS potrebbe entrare in vigore nel corso del 2022, Grecia. In Polonia Scozia e Ungheria l’anno dopo (2023), nel Regno Unito nel 2024, in Austria nel 2025. Mentre per Cipro, Lussemburgo e Bielorussia la data è ancora da destinarsi.

Mappa aggiornata al febbraio 2022

La Germania ed i Paesi Bassi – come si può vedere dalla mappa – hanno recentemente esteso la gamma di contenitori e/o bevande coperte dal sistema. In Germania sono state introdotte nuove categorie di bevande come i succhi di frutta mentre nei Paesi Bassi nel 2021 il sistema è stato esteso alle bottiglie in PET della dimensione di 0,5 litri. Le lattine verranno introdotte alla fine del 2022.

I Paesi europei con un DRS raggiungono tassi di raccolta selettiva altissimi: da un minimo dell’85% in Svezia ad un massimo del 98% in Germania.

I sistemi DRS raccolgono in media il 94% delle bottiglie in PET per bevande, mentre i sistemi di raccolta differenziata classica si fermano al 47%.