Ogni anno in Italia oltre 7 miliardi di contenitori per bevande sfuggono al riciclo per venire dispersi nell’ambiente o smaltiti con i rifiuti indifferenziati. I mari, le spiagge, i sentieri di montagna, i parchi delle città, i siti archeologici italiani sono deturpati da bottiglie e lattine abbandonate incautamente. Questo non rappresenta solo un ingente danno ambientale, bensì un rischio concreto per la nostra salute, per l’incolumità degli animali ed un danno per le comunità e l’industria del turismo. 

Con i suoi quasi 8.000 chilometri di coste, l’Italia è uno dei maggiori responsabili di sversamento di rifiuti plastici nel Mediterraneo. Un Sistema di Deposito Cauzionale per imballaggi per bevande eviterebbe tale dispersione, riducendo così l’inquinamento ambientale e fornendo una soluzione efficace per i consumatori e per l’industria delle bevande.  

Nel 2021 il Governo ha inserito uno specifico emendamento all’interno del decreto legge Semplificazioni bis che apre la strada all’introduzione di un Sistema di Deposito anche in Italia. Adesso è fondamentale che i ministeri competenti (il Ministero della transizione ecologica e il Ministero dello sviluppo economico) aprano un tavolo di confronto con tutti gli attori coinvolti da un Sistema Cauzionale nazionale, finalizzato alla  predisposizione dei decreti attuativi.  

Anche i risultati emersi da un recente sondaggio commissionato dalla campagna ad AstraRicerche, confermano il supporto degli italiani (83%) rispetto all’introduzione di tale sistema.

Gli aderenti alla campagna “A Buon Rendere – molto più di un vuoto” chiedono pertanto l’introduzione di un Sistema di Deposito Cauzionale di portata nazionale, obbligatorio per i produttori e che copra tutte le tipologie di bevande in bottiglie di plastica, vetro e lattine al fine di proteggere il nostro ambiente, favorire la transizione verso l’economia circolare e raggiungere gli obiettivi europei in materia di raccolta selettiva e riciclo.

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